Biografia
La vicenda artistica di Laetitia Autrand parte da una lunga premessa preparatoria che va dagli studi giovanili fino alle recenti partecipazioni ad alcune mostre allestite presso l’Antico Oratorio della Passione di S. Ambrogio a Milano. Originaria di Tolone nel sud della Francia, da più di dieci anni vive in Italia alternando il suo ruolo di madre e di moglie con quello dell’artista sensibile e capace di ispirarsi al mondo delle cose semplici e vere
Laetitia Autrand Pittrice, Donna Mediatrice Multiculturale, Mezzo minuto di raccoglimento IV edizione, S. Ambrogio a Milano
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Biografia

Biografia Laetitia Autrand

Laetitia Autrand

profilo d’artista

La vicenda artistica di Laetitia Autrand parte da una lunga premessa preparatoria che va dagli studi giovanili fino alle recenti partecipazioni ad alcune mostre allestite presso l’Antico Oratorio della Passione di S. Ambrogio a Milano. Originaria di Tolone nel sud della Francia, da più di dieci anni vive in Italia alternando il suo ruolo di madre e di moglie con quello dell’artista sensibile e capace di ispirarsi al mondo delle cose semplici e vere. Chi ha avuto modo di conoscere l’umanità e la creatività di Laetitia avrà sicuramente notato che in lei l’equilibrio razionale ben si coniuga con quel filo dorato della fantasia persino esotica ed orientale che l’artista iniziò a dipanare fin dagli anni dell’Università di Aix-en-Provence, quando, dopo appassionati studi, si laureò con una tesi su La Rappresentazione degli Orientali nella Pittura Fiorentina dal 1350 a 1450.

Metafora di fantastici e mirabolanti viaggi, essenza dell’esotico per eccellenza, che ha affascinato e sedotto tanti audaci fin dai primordi della civiltà antica, medievale e moderna, l’Oriente oggi è soprattutto stimolante occasione di un nuovo e più esteso sincretismo culturale che tuttavia deve anche fare i conti non solo con le favole dei poeti e i fantastici racconti dei viaggiatori, ma, soprattutto, con le reali diversità culturali e psicologiche di popoli ed individui. La prospettiva però, pur con le sue difficoltà, affascina Laetitia Autrand, che già nell’esposizione collettiva “Donna, Mediatrice, Multiculturale”, curata da Alejandra Reges nel Gennaio 2013, nell’Antico Oratorio della Passione di Sant’Ambrogio a Milano, seppe ben coniugare l’esperienza didattica e lavorativa con il proprio vissuto, attraverso la rappresentazione di soggetti che a quel mondo si rifacevano. Le sue intuizioni espressive infatti le ha sapute cogliere sempre persino dentro la tranquilla vita familiare, con i suoi inevitabili ritmi tipici, coinvolgendo, pur di non estraniarsi dai compiti materni, i suoi bambini in quello che in fin dei conti risulta essere la vera essenza dell’arte: un gioco infinito che rende attivi pensieri ed emozioni, colori, forme e materiali, memorie e prospettive. E i risultati sono stati non poco interessanti. Nella già citata mostra nell’Antico Oratorio della Passione il quadro “Aicha”, dedicato a “una donna speciale e molto amata” riceve molta attenzione ed apprezzamenti. E sempre nello stesso anno nel mese di maggio Laetitia si ripropone con un nuovo tema e nuovi materiali, (per lo più quelli destinati al macero come vecchi bancali, chiodi e rami secchi), partecipando alla mostra collettiva “Mezzo minuto di raccoglimento IV edizione”. L’eco di quell’evento, decisamente corale e per il quale un gruppo di artiste si erano cimentate eticamente ed esteticamente a riabilitare il senso imperituro delle cose altrimenti gettate via, si è ripetuto poi nel 2014 con la V edizione di “Mezzo minuto di raccoglimento”.  Giocando lungo la linea del tempo e delle cose, Laetitia in quell’occasione ha presentato opere assai riflessive e in piena sintonia col tema propostole, mostrando con i suoi lavori quanto sia prezioso il tempo sia che lo si concepisca in modo circolare, lineare, assoluto o relativo. Da questa occasione è nata poi la proposta di partecipare tra la fine del 2014 e gli inizi del 2015 alla mostra INSULART presso il Museo Archeologico di Sant’Antioco in Sardegna presentando nuovi lavori, ricchi di evoluta sensibilità e motivata ricerca, delicatezza e forza espressiva, che attuavano la rievocazione dell’antico come ispirazione del presente.

Quanto sappiamo finora di Laetitia Autrand però è solo l’inizio, o meglio, l’inizio di una ripresa che la vede ormai attrice di se stessa nella dimensione e direzione di una riconoscibile creatività giocosa e serena, in pace col mondo, ricca di personalità e di volontà nell’essere e nel fare. E sono proprio questi i requisiti necessari all’arte, sono proprio queste le premesse che ci faranno certamente ancora parlare di lei.

Cosimo Mero

1 febbraio 2015